Aiutate le aziende colpite dal #terremoto. Il #parmigiano è in vendita per liberare i magazzini.

Il terremoto arriva, distrugge e se ne va. Lasciando, solo i cocci da mettere insieme.

Qui oltre ai cocci sono cadute forme di Parmigiano, che non sono più stagionabili.

L’azienda che lo produce si vuole rialzare, ma deve svuotare il magazzino e vendere (sottocosto) i pezzi di grana che altrimenti butterebbe.

Vi posto il link di [mini]marketing che ha pubblicato la notizia, ma il mio consiglio è quello di comprarvi un pezzo di Parmigiano ed aiutare davvero l’economia.

Per acquisti diretti:

901755 346 1779737

elisa.casumaro@yahoo.it

http://www.aziendacasumaro.altervista.org/

Kinetic e Maxus per il ‘Divertimento senza limiti’ di Acquaworld

Da youMARK dell’ 8 maggio

Kinetic e Maxus inaugurano il divertimento senza limiti di Acquaworld, parco acquatico coperto, con una campagna integrata out of home, web e stampa.

Acquaworld copre il bacino d’utenza della Lombardia e del Piemonte orientale, trasmettendo ai suoi visitatori, giovani e famiglie, messaggi ecologici e legati al benessere personale facendo uso di nuove tecnologie. Kinetic e Maxus hanno sviluppato per Acquaworld una strategia multimedia declinata su diversi formati – arredo urbano, dinamica, web, stampa – e di presidio dei luoghi e dei momenti a maggior affinità col target come la metropolitana, i centri commerciali e Facebook.

Inoltre, per creare un evento itinerante, a Milano e hinterland circolerà un autobus double-decker, in perfetto stile inglese, interamente decorato che nei weekend farà tappa nei centri commerciali di Monza e Carugate con l’animazione di hostess.

A tutti i media coinvolti si integra K Search & The City, prodotto nuovo ed esclusivo Kinetic che combina il messaggio pubblicitario on air con il mobile e il web.

Il concept, ideato da Red Cell, è l’elemento portante per attivare la connessione fra i media. La creatività invita, infatti, a cercare sul web le parole ‘divertimento senza limiti’.

La pagina di ricerca restituisce al primo posto il link della landing page Acquaworld, creata da H-art, con contenuti ad hoc come immagini, video, una funzione di geolocalizzazione per indicare la strada verso Acquaworld, i collegamenti con i canali social e un coupon 2×1 per l’ingresso al parco acquatico.

LinkedIn Networking ABC: cosa NON fare

Ho letto l’articolo che vi propongo di seguito, e l’ho trovato molto interessante. Penso che possa essere utile a molti, per cui lo riporto interamente.
Fatene tesoro.

Nei giorno scorsi ho letto un Post intitolato: Linkedin Networking 101: What Not to Do che mi è sembrato utile e interessante da riproporvi, l’ho quindi liberamente tradotto e in parte reinterpretato per voi

ABC del Networking con LinkedIn: Cominciamo a parlarne 

Per ottenere quello che vogliamo nella vita bisogna far uscire e valorizzare tutte le nostre doti di venditori.

Un aspetto veramente importante della vendita è il Networking. Qualcuno di noi lo ama ma, in realtà, la maggior parte di noi ne sono spaventati. E’ dura. E’ dura sapere con chi parlare, che cosa fare e che cosa dire.

Come consulente di Carriera spesso discuto su come fare Network. Cosa ci sembra sia il Network? Oppure, ugualmente importante, cosa non ci sembra che sia?

Fare Networking non è per niente intuitivo. Molti di noi facendo networking pensano “cosa posso ottenere da lui?” oppure più direttamente  ”cosa ho bisogno di ottenere da lui?”.

Non farlo!

Networking vuol dire avere rapporti stabilendo e mantenendo un relazione con qualcuno, prima di chiedere un aiuto.  Le regole non cambiano solo perchè non è un rapporto faccia a faccia. Lasciatemi fare un esempio su uno dei più comuni errori che noi vediamo  nel nostro lavoro.

La scorsa settimana ho ricevuto una richiesta di connessione su Linkedin che  diceva: “Susan, sto cercando una nuova opportunità di carriera e mi piacerebbe aggiungerti tra i mie contatti LinkedIn”. Noi siamo sempre pronti ad incontrare gente e ampliare il network. Ho accettato l’invito però mi sono sentito già da subito sulla difensiva. Come mai, qual’è il punto? Non ho neanche incontrato questa persona e sento che sta già per chiedermi un favore!

Adesso cominciamo a ripassare le poche e basilari regole di Linkedin (o di ogni altro strumento di networking):

  • il 90% delle richieste di connessione è generico e non personalizzato, sarebbe un po’ come se passeggiando accanto a qualcuno, questo ti dicesse: “ciao, vuoi essere mio amico?” non penso che ciò sia possibile!
  • oppure ricevo richieste di contatto del genere: “vedo che sei connesso con Mister x, potresti farmi un’introduzione?” Quale sarebbe la tua risposta se fosse la situazione fosse inversa? Forse sarebbe una cosa simile: “aspetta un minuto sei un completo estraneo per me e mi chiedi una cosa così impegnativa?”
  • oppure ricevi richieste in cui Mister X ha indicato che sei suo amico ma tu non l’hai mai sentito nominare
  • ancora si ricevono richieste con errori nel testo: introductione, ci siamo conisciuti, ma siamo davvero seri?

Dei buoni esempi di invito

  • Una breve idea  di come sei arrivato alla persona a cui stai chiedendo il contatto.  Il Networking consiste nel costruire delle relazioni e ciò implica sia il dare che il prendere, ma non prendere e poi dare solo se si può! Ricordati, questo è un concetto chiave: Mai chiedere qualcosa subito. Agisci in modo semplice e inizia come prima cosa a costruire una relazione.
  • Una personalizzazione dei messaggi: un ottimo esempio è: “mi ha fatto piacere far la tua conoscenza su Twitter e ho apprezzato il tuo ReTweet. Perchè non connettersi? Una persona così la aggiungerò volentieri tra i mie collegamenti e mi sentirò di certo propenso ad aiutarlo se me lo chiederà.
  • Se ci siamo conosciuti, spiegare come! se sei ad un grande incontro forse la persona a cui chiedi il contatto non ti ricorderà. Può essere una buona idea dire “Mi ha fatto piacere conoscerti alla colazione di stamattina” per fargli capire chi siamo.
  • Attenzione ai dettagli: assicurarsi che la forma grammaticale sia corretta.

Ora ritorniamo alla mia storia … immediatamente, dopo aver accettato il suo invito, i mie pensieri sono diventati realtà, ricevo infatti una mail così:

“mi piacerebbe ringraziarti per aver accetto il mio invito e chiederti un aiuto nella mia ricerca di una nuova opportunità di lavoro. La mia ultima esperienza di lavoro è terminata per una chiusura aziendale, sono stato lì per oltre 8 anni.”

segue una lunga descrizione delle sue esperienze ed eccovi  la conclusione ” ogni tipo di aiuto che vorrai darmi nella mia ricerca sarà apprezzato”

Adesso, lasciatemi dire che questo è un approccio sbagliato (e noi riceviamo un sacco di mail così). Andresti spedito in uno studio medico o di avvocati chiedendo i loro servizi gratis? Spero di no… in questa maniera non andresti lontano. Questo sarebbe incredibilmente presuntuoso e metterebbe tutti sulla difensiva.

La mia azienda aiuta le persone nella ricerca di lavoro. E’ un’attività gratificante, soprattutto quando riesci ad aiutare qualcuno nel suo percorso di carriera. Quando abbiamo un relazione con qualcuno, lo consideriamo come un elemento del nostro network, quindi spesso lo mettiamo in contatto con i recruiter e revisioniamo il suo CV. Ma ricordiamoci che dobbiamo avere una relazione per far ciò. Rispetto all’esempio che citavo sopra vorrei farvi notare che, mentre mi accingerò a rispondere a quella mail non avrò comunque neanche ancora conosciuto quella persona.

Adesso guardiamo una mail che era ok. Questa è l’email che ho ricevuto dopo un evento:

“Insieme al mio collega ti abbiamo conosciuto alla conferenza di oggi. Tu hai detto che, occasionalmente, sei alla ricerca di  Executive Coach e dopo aver navigato un po’ nel tuo sito mi sono ancora più interessato e mi piacerebbe saper di più sul tuo lavoro e anche sulle opportunità di collaborare come insieme nell’ambito del Career Consulting. Ti piacerebbe se ci incontrassimo? Come sei messo nelle prossime settimane?

Per me questa mail è ottima.

Si dice dove ci siamo incontrati, cosa lui può fare per me, ricevo i suoi complimenti e mi dice apertamente che gli interesserebbe approfondire la conoscenza. Chiaramente lui è interessato a lavorare con me ma il suo approccio è stato di proporsi come un aiuto nei mie confronti, non mi sta chiedendo aiuto, lo offre. E’ coinciso, di piacevole lettura  ed efficace.  Ho fissato un incontro con lui il giorno stesso!

Il Networking non è complicato come la fisica nucleare, però può sembrare un’attività complessa.

La base è prendere e dare nella relazione. E’ anche molto importante essere autentici e divertirsi nel conoscere le persone. Questo è quello che può differenziarti.

Quando fai networking vale tanto ciò che puoi dare come ciò che puoi chiedere.

A presto

AM

il Post di origine lo trovate qui

Social, lessico e grammatica.

L’altro giorno una fan di una delle pagine che seguo ha giustamente corretto un errore di grammatica che era finito nel post.

Roba che può capitare, anzi, capita. E’ successo anche di peggio. L’errore nasce sempre nello spirito in cui si pone chi scrive.

E’ vero che i social media ci hanno abituato ad essere informali in contesti che prima richiedevano il “gentilissimo”, “carissimo”, “egregio” ecc ecc. Ora ce la caviamo con un ciao, uno smile ed è tutto più semplice. Alcuni sono ancora un pò rigidi e si rivolgono ai fan dando del Lei (cosa che mi pare decisamente anacronistica) mentre altri hanno sposato al 200% l’informalità a scapito del lessico e della grammatica.

Ecco, se proprio c’è un limite è quello. Siate informali quanto volete ma scrivete ai fan in italiano corretto. Sono certo lo apprezzeranno.

 

#debitopubblico chi li ha 31.706 euro?

Questa mattina leggo su chicago-blog.it che il debito pubblico è di : 1.909.369.545.539 (mentre scrivo è già a 1.909.403.157.992).

La cifra pro-capite è di 31.706 euro. E’ più di uno stipendio annuo. Lordo.

Ho scritto su twitter che io quella cifra non la pago, ma non per altro, è che quei soldi non li ho. E probabilmente quando li avrò la cifra sarà più alta e allora non c’è fine alla discesa (o salita, dipende dai punti di vista).

Effettivamente non è una bella mattina questa. Leggo sul corriere che lo stipendio del ministro Profumo è di 199.778,00 euro. Che il pil è in calo dello 0.5 su base annua e quindi il paese è in recessione tecnica. Che il ministro Fornero dice che l’apprendistato è la forma canonica d’ingresso nel mondo del lavoro per i giovani. (andasse a vedere cosa fanno davvero gli apprendisti nelle aziende.)

Ripenso un attimo al debito pubblico e faccio il gioco dell’ italiano medio, divento economista per un attimo.

Profumo e suoi colleghi rinunciano ai 199.778,00 euro di compensi e li usiamo per rallentare la corsa dei numeri del debito, poi magari pensiamo anche a come fermarla. Incentiviamo gli apprendisti con una VERA proposta di formazione professionale e come effetto potremmo avere nell’arco di tre anni una nuova forza lavoro di professionisti. Anche in comunicazione e marketing, perchè no. Magari avremmo una 0.3 di pil in più, se ognuno facesse bene il proprio lavoro.

Resta il fatto che io i 31.706 euro non li ho.

E ora sono già diventati:

Buona giornata a tutti.

Houston, we got a problem.

Per carità. Mi dispiace. E’ sempre un’ artista che se ne va e non è bello. E’ un pezzettino in meno alla nostra cultura, come umanità.

E’ un pezzettino in più per la casa discografica che stanotte ha versato una lacrimuccia ed un ghigno per i futuri best of che potrà stampare. E vendere.

Sull’ onda della commozione globale, dopo (in ordine sparso) Amy Winehouse (5,287,581 like), Michael Jackson (45,227,279 like) e Steve Jobs (107,223 like) arriva Witney Houston (70,003 like). Ultima di una serie di celebrità decedute prematuramente ha scatenato il #IWillAlwaysLoveYou su twitter e la rincorsa al post lacrimoso su fb. Emozioni e business. Perchè che vi piaccia o no se ne farà di business su questo evento.

E tutti coloro che contribuiscono con contenuti user generated, ne faranno parte. Anzi, ne saranno gli artefici. I social media sono il termometro per ogni valutazione business oriented e non. Dagli investimenti in borsa, al sentiment e alle prospettive di vendita di album postumo.

Capisco chi si alteri vedendo reazioni dissonanti ad un evento triste. Ma la social sfera prevede che tutti si esprimano. Così chi fa business può decidere come fare.

 

 

Luxury Brand ed E-Commerce: sta iniziando una grande storia d’amore?

luxury e-commerce

I brand del lusso si sono sempre mossi con estrema cautela sul web. Soprattutto nei social network.

Questo perché hanno sempre avuto il timore che la democratica ed eterogenea diffusione delle informazioni svalutasse la percezione di esclusività che caratterizza i prodotti che vendono.

I social media hanno amplificato molto la diffusione delle informazioni, ma a mio avviso ciò non mina la possibilità di mantenere un prodotto esclusivo, anche sul web. Ormai tutti i brand del settore del lusso hanno aperto siti di e-commerce, i quali fatturano cifre ragguardevoli.

 

 

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La nuova ricetta del panettone: canditi, uvetta, digital PR ed e-commerce

Il panettone, prodotto legato alla tradizione storica Milanese, viene traghettato sul web 2.0 da un marchio che più milanese non si può. Tre Marie ha inaugurato la nuova e-boutique dedicata ai prodotti natalizi del brand, e lo ha fatto creando una vetrina navigabile anche da mobile.

Piccola parentesi: prima di iniziare, mi permetto di dissociarmi dall’immagine di anteprima, trashissima, voluta dall’editor di YDL Guido :)

Torniamo a noi: e-Boutique è uno store online che presenta in modo completo ed elegante i prodotti Tre Marie da acquistare sul web. Un progetto minimalista, ottimizzato per la fruizione da supporti mobile e immagini coinvolgenti dell’intera gamma di prodotti, presentati in modo raffinato ma semplice. L’e-Boutique rappresenta il mondo di Tre Marie, con tutte le collezioni prodotto della pasticceria milanese.

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Tra il Customer Service e l’Online Dating: la sfida di KLM

Non so quanti di voi abbiano mai usato un portale di dating on line. Probabilmente nessuno, o forse tutti. Io mai (ovviamente).

In ogni caso, sappiate che il business dell’online dating ha superato l’industria del porno. Probabilmente per una maggiore soddisfazione della clientela, non saprei, di fatto però i numeri parlano chiaro.

In questa infografica trovate un’interessante analisi del panorama “online dating”, un business da oltre un miliardo di dollari che ha sicuramente alcuni risvolti torbidi, ma vede l’utente medio spendere quasi 250 dollari l’anno. Un bell’affare, insomma.

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